Tributo 630, Fratelli d’Italia chiede lo stop alle cartelle: «Basta pagare per opere fantasma»

Stop immediato alla riscossione del tributo consortile 630 e azzeramento delle cartelle arretrate. È quanto chiede il gruppo regionale di Fratelli d’Italia con una mozione presentata al Consiglio regionale della Puglia, rivolta alla Giunta, sulla gestione del Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia.

La proposta impegna la Regione a sospendere la riscossione delle cartelle relative agli anni 2024 e 2025, in attesa della definizione del nuovo Piano di Classifica, e ad azzerare gli avvisi emessi dal 2013 al 2023 dai quattro ex Consorzi di bonifica poi accorpati nel Consorzio unico Centro Sud Puglia.

Tra le richieste figurano anche il divieto di emettere ingiunzioni di pagamento e fermi amministrativi in assenza della certificazione dei servizi effettivamente svolti, l’obbligo di allegare a ogni avviso una relazione tecnica che dimostri le opere realizzate e il beneficio diretto per il contribuente, oltre all’istituzione di un tavolo tecnico regionale con le organizzazioni agricole.

Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Paolo Pagliaro, il tributo non può essere richiesto in assenza di interventi concreti di manutenzione e bonifica. «Stop alle cartelle del tributo 630. Basta pagare per opere fantasma e canali abbandonati. La legge parla chiaro: senza servizio non si paga», afferma Pagliaro, richiamando anche recenti pronunce della giurisprudenza che subordinano il contributo consortile all’esistenza di un beneficio diretto e specifico per i proprietari degli immobili.

Nel mirino del consigliere regionale anche la gestione del Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia: «Gli agricoltori non possono essere il bancomat del Consorzio. La Regione faccia il proprio dovere, controlli conti e attività dell’ente e completi il Piano di Classifica. Solo davanti a interventi reali si può chiedere il pagamento del tributo», conclude Pagliaro.

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