Zampina di Sammichele IGP, una comunità celebra il riconoscimento europeo: «Ora comincia una nuova sfida»

SAMMICHELE DI BARI – Un risultato storico che diventa motivo d’orgoglio per un’intera comunità. Sammichele di Bari ha celebrato questo pomeriggio in Piazza Vittorio Veneto il riconoscimento IGP della Zampina di Sammichele di Bari, ottenuto lo scorso 11 giugno a conclusione di un lungo percorso che ha coinvolto produttori, istituzioni e territorio.

Una cerimonia di ringraziamento per festeggiare un prodotto diventato negli anni simbolo della città. Una storia che affonda le radici nel 1967, quando la Giunta comunale guidata dal sindaco Nicola Madaro stanziò 350mila lire per organizzare la prima Sagra della Zampina e del Bocconcino. Da allora la manifestazione è cresciuta insieme alla notorietà della specialità locale, fino al riconoscimento europeo che oggi ne tutela identità e legame con il territorio

A sottolinearne il valore è stato l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, che aveva seguito l’iter già da presidente della Commissione Agricoltura. L’IGP, ha spiegato, rappresenta una tutela contro le imitazioni e un’opportunità per rafforzare la cosiddetta Dop Economy pugliese, valorizzando un paniere regionale che conta oltre venti prodotti DOP e IGP.

Per il sindaco Lorenzo Netti il riconoscimento premia anche i pionieri che, quasi sessant’anni fa, legarono il nome di Sammichele alla zampina e diedero impulso a una tradizione gastronomica che ha contribuito a cambiare l’economia e l’immagine della comunità.

Un percorso fatto di generazioni di produttori e famiglie, come ricordato dall’assessora alle Attività produttive Catia Giannoccaro, mentre la senatrice Domenica Spinelli, sammichelese e nipote di un macellaio, ha richiamato il proprio legame personale con una tradizione vissuta fin dall’infanzia e il lavoro istituzionale svolto per sostenere l’iter.

Soddisfazione anche da Lorenzo Milano, presidente del Comitato Promotore “Zampina di Sammichele di Bari I.G.P.”, che ha definito il traguardo il risultato di un lavoro collettivo. Ma l’IGP, ha sottolineato, non rappresenta un punto d’arrivo: per i produttori comincia adesso la sfida di mantenere elevati standard qualitativi e portare sempre più lontano il nome della Zampina di Sammichele.

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