Dopo due segnalazioni rimaste senza risposte risolutive, inviate nell’ottobre 2025, l’Associazione San Marco Puglia APS torna a chiedere interventi urgenti per la sicurezza del quartiere. Nella giornata di ieri il presidente Giuseppe Spalluto ha trasmesso una PEC contenente un esposto-diffida ad ARCA Puglia, al Comune di Monopoli, alla Regione Puglia e agli altri enti competenti, sollecitando la verifica e la messa in sicurezza delle aree verdi e delle alberature presenti nel rione.
L’obiettivo non è alimentare polemiche, ma richiamare l’attenzione su una situazione che, secondo il comitato civico, non può più essere sottovalutata. Al centro della richiesta vi sono gli alberi della piazzetta tra via Nicola Monterisi e via Verdi, caratterizzati da fronde particolarmente estese e rami ritenuti potenzialmente pericolosi, oltre al porticato che collega le due strade e rappresenta una scorciatoia quotidianamente utilizzata dai residenti.


Da quel passaggio transitano ogni giorno anziani, bambini, famiglie e numerosi cittadini diretti verso la tabaccheria, l’ufficio postale, il bar, il panificio, il caseificio, la farmacia e le altre attività commerciali che si sviluppano lungo via San Marco, in direzione di viale Aldo Moro. Un’area particolarmente frequentata che, secondo il comitato, richiede un monitoraggio costante e interventi di manutenzione preventiva.



Il recente episodio di Bisceglie, dove una bambina è rimasta coinvolta nel crollo di un pino durante il maltempo ed è deceduta, rappresenta un monito che impone prudenza e prevenzione. Proprio per questo l’associazione auspica una piena collaborazione tra istituzioni e cittadini affinché venga predisposto un piano di verifica e messa in sicurezza prima dell’arrivo dell’autunno e delle prime perturbazioni.
L’Associazione San Marco Puglia APS ribadisce la propria disponibilità a partecipare a sopralluoghi e tavoli tecnici con gli enti interessati, annunciando anche l’organizzazione di un’assemblea pubblica di quartiere. L’auspicio è che questa volta l’appello non resti inascoltato e che la sicurezza dei residenti diventi una priorità condivisa.


