Prospero Fest, Chiara Valerio: “La matematica mi ha insegnato a non avere paura di ciò che non capisco”

Si è conclusa al Porto Antico di Monopoli l’edizione 2026 del Prospero Fest, la rassegna culturale promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Monopoli e inserita, anche quest’anno, tra i cinquanta festival più rilevanti d’Italia dal progetto “Luci sui Festival” del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Tra gli ultimi appuntamenti della manifestazione, la lezione-spettacolo della scrittrice, matematica e divulgatrice Chiara Valerio, che ha proposto una riflessione sul rapporto tra conoscenza, amore, letteratura e indagine, temi al centro del suo ultimo lavoro narrativo.

Prima di salire sul palco, Valerio ha raccontato come la formazione matematica abbia influenzato profondamente il suo modo di guardare il mondo. “La matematica mi ha insegnato a non disperare quando non comprendo qualcosa”, ha spiegato. “Pensiamo spesso che tutto debba essere capito immediatamente, ma la comprensione richiede tempo. L’importante è mantenere viva la tensione a capire”.

Secondo l’autrice, il vero valore dello studio non consiste nell’avere sempre risposte pronte, ma nell’abituarsi a convivere con la complessità senza esserne spaventati. Un concetto che, a suo giudizio, assume oggi anche una valenza sociale e politica, in un’epoca caratterizzata da reazioni immediate e semplificazioni.

Nel corso dell’incontro Valerio ha poi approfondito il legame tra amore e investigazione, due esperienze apparentemente lontane ma accomunate dalla necessità di porsi domande di cui non sempre si desidera conoscere la risposta. “L’amore è un esercizio di comprensione analitica del mondo”, ha affermato, sottolineando come ogni relazione nasca dal desiderio di conoscere l’altro e, allo stesso tempo, di interrogare sé stessi.

Durante la lezione-spettacolo, la scrittrice ha alternato riflessioni personali, richiami alla matematica, alla filosofia e alla grande letteratura, invitando il pubblico a coltivare curiosità e spirito critico. Un messaggio che ha attraversato tutto il suo intervento: non avere paura di ciò che non si comprende, perché capire non è un traguardo definitivo, ma un percorso continuo.

Il servizio del tg
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