di Giangrazio Di Rutigliano
POLIGNANO A MARE – Aldo Moro continua a parlare al presente. È il messaggio emerso dall’incontro “Aldo Moro e le nuove generazioni: educare al dialogo e alla democrazia”, ospitato dalla Fondazione Pino Pascali e promosso dall’Associazione Giovanni Paolo II APS e dal Centro Culturale “u Castarìll”.
L’iniziativa, introdotta da Giuseppe Nardulli e Nina Centrone e moderata dal giornalista Francesco Strippoli, ha visto gli interventi del professor Michele Indellicato e dell’avvocato Eugenio Scagliusi, offrendo l’occasione per riflettere sull’attualità del pensiero dello statista pugliese.
Al centro del confronto il valore del dialogo come metodo di comprensione dell’altro e come strumento indispensabile per una democrazia matura. Moro non considerava il confronto una tattica politica, ma una scelta culturale fondata sull’ascolto e sul rispetto delle differenze. Un insegnamento particolarmente attuale in una società segnata da contrapposizioni e semplificazioni.


Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’educazione. Da docente universitario, Moro attribuiva a scuola e università il compito di formare cittadini consapevoli, capaci di partecipare alla vita pubblica. Una visione che conserva tutta la sua forza in un tempo in cui molti giovani appaiono distanti dalla politica e dalle istituzioni.
Particolarmente significativa è stata inoltre la riflessione sulla centralità della persona, valore cardine del pensiero moroteo. Per Moro la politica doveva essere innanzitutto servizio alla comunità, capace di generare partecipazione, responsabilità e crescita collettiva.
L’incontro ha confermato come la figura dello statista di Maglie non appartenga soltanto alla memoria storica, ma rappresenti ancora oggi un riferimento per chi crede nel dialogo, nella cultura democratica e nella costruzione di comunità più consapevoli e inclusive. Un’eredità che merita di essere trasmessa soprattutto alle nuove generazioni.

