Omicidio Scavo al Divine Club di Bisceglie: eseguito un quarto fermo, proseguono le indagini della DDA

Proseguono gli sviluppi investigativi sull’omicidio di Filippo Scavo, il giovane ucciso nelle prime ore del 19 aprile scorso all’interno del Divine Club di Bisceglie. Nella mattinata di giovedì 4 Giugno 2026 i Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani hanno eseguito un nuovo decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari nei confronti di un giovane residente nel territorio barese.

Il provvedimento rappresenta un ulteriore passaggio nell’articolata attività investigativa coordinata dalla DDA e condotta dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri di Trani. Lo scorso 5 maggio erano già stati eseguiti tre fermi nei confronti di altrettanti soggetti, successivamente raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Secondo l’ipotesi investigativa, il giovane fermato sarebbe il soggetto indicato nelle prime fasi dell’inchiesta come “Ignoto 2” e avrebbe avuto un ruolo rilevante nella sequenza di eventi culminata nell’omicidio.

Le indagini, sviluppate attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza interni ed esterni alla discoteca, attività tecniche, riconoscimenti fotografici e ulteriori riscontri investigativi, avrebbero consentito agli inquirenti di ricostruire nel dettaglio le diverse fasi dell’accaduto.

In base alla ricostruzione accusatoria, ancora tutta da verificare nelle sedi processuali competenti, l’indagato avrebbe favorito l’ingresso nel locale di alcuni dei presunti responsabili e successivamente ne avrebbe agevolato il reingresso dopo un primo tentativo di aggressione avvenuto all’esterno della struttura.

Gli investigatori ritengono che il giovane avrebbe svolto una funzione di collegamento tra le diverse fasi dell’azione, contribuendo, secondo la prospettazione accusatoria, alla realizzazione del piano criminoso. Sempre secondo gli accertamenti compiuti, dopo gli spari che avrebbero colpito mortalmente Filippo Scavo, il fermato si sarebbe allontanato rapidamente dalla discoteca raggiungendo l’autovettura utilizzata per la fuga e mettendosi alla guida del mezzo.

Le attività investigative avrebbero inoltre consentito di raccogliere elementi relativi a presunte condotte successive all’omicidio che, secondo gli inquirenti, sarebbero state finalizzate a influenzare dichiarazioni di persone informate sui fatti.

All’indagato vengono contestati, a vario titolo, il concorso in omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolazione mafiosa, il concorso nella detenzione e nel porto illegale di armi da fuoco in luogo pubblico e il reato di minaccia finalizzata al favoreggiamento personale.

L’inchiesta resta nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, il fermato deve considerarsi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna e le contestazioni formulate dall’accusa dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria nel pieno contraddittorio tra le parti.

Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia e dei Carabinieri proseguono per chiarire ulteriormente ogni aspetto della vicenda e definire eventuali ulteriori responsabilità legate all’omicidio che ha profondamente scosso la comunità di Bisceglie e l’intero territorio della provincia BAT.

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