Bari si è fermata ancora una volta davanti alla sua storia. E lo ha fatto nel modo più autentico: riempiendo le strade, seguendo la Caravella, applaudendo i marinai e lasciandosi trascinare da quella miscela unica di fede popolare, spettacolo e identità collettiva che ogni anno accompagna il Corteo Storico di San Nicola.
Ieri sera il capoluogo pugliese ha vissuto uno dei momenti più intensi e sentiti della Festa patronale dedicata al Santo di Myra. Migliaia di persone hanno invaso il centro cittadino per assistere alla rievocazione della Traslazione delle reliquie del Santo, avvenuta nel 1087, in una edizione 2026 fortemente incentrata sul tema della pace e dell’arte come strumenti di dialogo tra i popoli.
Tema scelto non a caso: “Una caravella di arte e di pace”.


Il corteo, partito da piazza Federico II di Svevia dopo l’arrivo del Quadro del Santo al Molo San Nicola, ha attraversato Bari vecchia e il centro cittadino trasformando le strade in un grande teatro all’aperto. Un viaggio nella memoria collettiva che per i baresi rappresenta molto più di una semplice rievocazione storica.
La direzione artistica affidata a Gianni Ciardo ha voluto puntare su una formula ancora più immersiva, coinvolgendo giovani artisti del Conservatorio “Piccinni” e dell’Accademia di Belle Arti di Bari, chiamati a reinterpretare il culto nicolaiano attraverso musica, danza e installazioni artistiche.


Ad aprire il corteo gli araldi e i cavalieri, seguiti dal grande carro dedicato alle arti con il pianoforte suonato dal vivo e le voci narranti degli attori Maddalena De Marco e Franco Ferrante. Poi i danzatori impegnati nella coreografia “mare di anime bianche”, simbolo dell’umanità in cammino verso la pace.
Tra i quadri più suggestivi quello dedicato ai “Popoli di Bari”, con la presenza della comunità armena, mercanti in abiti medievali e rappresentanti di comunità straniere residenti in città, a sottolineare ancora una volta il carattere universale del culto di San Nicola.

Non sono mancati i momenti più tradizionali e attesi: i nobili normanni, l’Abate Elia, i pellegrini, gli sbandieratori, i timpanisti e soprattutto la Caravella trainata dai 62 marinai, simbolo dell’impresa che portò le reliquie del Santo da Myra a Bari.


Ad accompagnare la manifestazione anche la Grande Orchestra di Fiati “Enrico Annoscia” e la banda juniores, mentre giochi di luce, performance artistiche e videoproiezioni hanno trasformato l’arrivo sul sagrato della Basilica in un momento di forte impatto emotivo.
Molto apprezzata anche l’attenzione all’accessibilità: area dedicata alle persone con disabilità, interpretariato LIS, audiodescrizioni per non vedenti e cuffie antirumore per persone autistiche hanno reso il corteo più inclusivo.

Il sindaco Vito Leccese ha parlato di una festa “capace di unire la città intorno ai valori della pace, della condivisione e dell’identità barese”, mentre il priore della Basilica, padre Giovanni Distante, ha ricordato come San Nicola continui ancora oggi a essere “ponte tra culture e religioni”.
E Bari, ancora una volta, ha risposto presente.

Tra luminarie, applausi e occhi rivolti alla Caravella, il Corteo Storico si è confermato uno degli eventi più identitari del Mediterraneo: una tradizione che ogni anno si rinnova, capace di unire fede, cultura e appartenenza in un unico grande racconto collettivo.


