Monopoli, la maggioranza si ritrova a cena dopo il caso Scisci. Ma sullo sfondo si muove già il risiko politico cittadino

Dopo le tensioni politiche degli ultimi giorni, la maggioranza che sostiene il sindaco Angelo Annese si è ritrovata stasera a cena in un noto ristorante di via Procaccia a Monopoli. Un momento conviviale, documentato anche da fotografie circolate su WhatsApp, che arriva a pochi giorni dal consiglio comunale del 29 aprile scorso, quello che aveva riportato al centro del dibattito cittadino il caso Alessandro Scisci e il post pubblicato il 25 aprile dal vicepresidente del Consiglio comunale.

Attorno alla lunga tavolata del locale “Maccaroni” si sono ritrovati consiglieri comunali, assessori, segretari di partito e lo stesso sindaco Annese. Una serata dal chiaro sapore politico, ma che a nostro avviso andrebbe letta come un segnale di ricompattamento dopo parecchi mesi altalenanti segnati da indiscrezioni, malumori interni e voci di possibili fratture nella coalizione civica di governo.

Le immagini della cena sembrano voler archiviare almeno pubblicamente la narrazione di una maggioranza divisa, in aggiunta pure le polemiche nate attorno al caso Scisci e alle richieste di dimissioni avanzate dalle opposizioni durante l’ultimo consiglio comunale.

Ma la politica monopolitana, si sa, vive spesso di equilibri sottili, rapporti personali e retroscena mai del tutto confermati. Ed è proprio nei mesi scorsi che erano circolate ricostruzioni relative a un presunto documento sottoscritto (o forse) da alcuni amministratori e consiglieri considerati meno allineati rispetto alla gestione politica cittadina. Tra i nomi spesso indicati nelle ricostruzioni informali figuravano quelli di Marina Liuzzi, Christian Campanelli, Vincenzo Laneve, Milena Cisternino — che aveva però pubblicamente smentito — insieme a Piero Barletta e all’ex consigliera Angela Pennetti, dimessasi dopo le regionali dello scorso settembre nell’ambito di accordi interni alla lista civica.

Indiscrezioni che non hanno mai trovato conferme ufficiali ma che continuano ad alimentare il dibattito politico cittadino.

Secondo quanto trapela da ambienti vicini alla maggioranza, nel corso della serata avrebbe preso la parola anche il segretario di “Monopoli al centro” Alberto Pasqualone, massimo riferimento di tutta la coalizione. Un intervento che, secondo i presenti, sarebbe servito a rinsaldare compattezza e spirito di gruppo, in una fase politica attualmente considerata delicata.

I contenuti del discorso, però, restano riservati. Nessuno si è lasciato scappare nulla, anche perché noi eravamo là occasionalmente di passaggio. Abbiamo fatto incursione nel locale, incuriositi dalle figure note che erano sedute a quella tavolata visibile dall’esterno. Dunque, solo sorrisi, qualche foto di gruppo e la volontà evidente di mostrare una maggioranza ancora salda.

Eppure, mentre la coalizione di governo prova a blindarsi, in città si guarda già oltre.

Perché parallelamente continua a far discutere il ritorno sulla scena pubblica dell’ex sindaco Emilio Romani. Da settimane si rincorrono voci, segnali politici e iniziative che sembrano preludere alla nascita di una nuova area civica. Un percorso che, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, starebbe prendendo forma attraverso incontri, messaggi pubblici e pagine acquistate su un settimanale locale.

Non è la prima volta che il nome di Romani torna a circolare nei momenti di assestamento della politica monopolitana. Già durante la fase precedente alle elezioni regionali si era parlato di liste civiche e nuove aggregazioni, mentre contemporaneamente prendeva corpo — salvo poi tramontare — l’ipotesi di una candidatura del sindaco Annese alla guida della Regione Puglia.

Adesso gli occhi sono puntati soprattutto sul 27 maggio, data in cui al teatro Radar dovrebbe tenersi un appuntamento pubblico che molti osservatori leggono come un possibile test politico. Un incontro che servirà a capire se esista davvero uno spazio civico alternativo capace di attrarre pezzi della società civile e del mondo politico locale oppure se resterà soltanto una suggestione.

Nel frattempo, Monopoli osserva. E come spesso accade nelle città dove la politica si intreccia con rapporti personali, amicizie storiche e vecchie appartenenze, anche una semplice cena può trasformarsi nel simbolo di qualcosa di più grande.

Il 2028 è ancora lontano. Ma quella di stasera è stata solo una rimpatriata oppure il primo segnale di una lunga campagna elettorale già iniziata sottotraccia?

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