Un doppio intervento investigativo, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, segna un punto cruciale nel contrasto alla violenta contrapposizione tra i clan Capriati e Strisciuglio, protagonisti negli ultimi mesi di una preoccupante escalation di sangue tra Bari e la provincia.
Nella mattinata del 5 maggio, Polizia di Stato e Carabinieri hanno eseguito due distinti provvedimenti cautelari nell’ambito di indagini relative a due omicidi che hanno scosso profondamente il territorio: quello di Raffaele “Lello” Capriati, ucciso a Torre a Mare il 1° aprile 2024, e quello più recente di Filippo Scavo, avvenuto il 19 aprile scorso all’interno della discoteca “Divine Club” di Bisceglie.
Per quanto riguarda il primo episodio, le indagini della Squadra Mobile avrebbero portato all’emissione di undici misure cautelari, che riguarderebbero – secondo l’impostazione accusatoria – non solo l’agguato mortale a Capriati, ma anche una più ampia rete di attività illecite tra traffico di armi, stupefacenti e altri episodi di violenza armata, tra cui un fatto avvenuto pochi giorni prima nella piazza centrale di Carbonara. Gli elementi raccolti dagli inquirenti dovranno comunque essere verificati nel corso del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.


L’omicidio Capriati, avvenuto in pieno giorno durante la Pasquetta, rappresentò un punto di rottura negli equilibri criminali cittadini: due sicari, a bordo di una moto, avrebbero esploso quattro colpi di pistola contro la vittima mentre si trovava in auto con una donna, rimasta illesa. Un delitto eclatante che, secondo gli investigatori, si inserirebbe in una lunga catena di tensioni e scontri tra i due clan rivali.
Parallelamente, la DDA ha disposto il fermo di tre giovani, tra i 21 e i 22 anni, ritenuti gravemente indiziati – allo stato delle indagini – per l’omicidio di Filippo Scavo. Ai tre sono stati contestati, a vario titolo, i reati di omicidio volontario in concorso e porto illegale di armi, aggravati dal metodo mafioso. Il provvedimento dovrà ora essere sottoposto al vaglio del giudice per le indagini preliminari per la convalida.


Le indagini condotte dai Carabinieri avrebbero consentito di ricostruire le fasi dell’agguato: dalla presenza della vittima nel locale, fino alla fuga dei presunti responsabili dopo l’esplosione dei colpi. Anche questo episodio si collocherebbe, secondo gli inquirenti, nel contesto della faida tra i clan, legata al controllo del territorio e del traffico di droga.
Un quadro investigativo che richiama una spirale di violenza già emersa nei mesi precedenti e, in particolare, nell’autunno scorso, quando tra Bari e Bisceglie si erano registrati diversi episodi di sparatorie e aggressioni armate. In più occasioni, anche giovanissimi affiliati o contigui ai gruppi criminali si sarebbero affrontati, talvolta all’interno di locali notturni, con un’escalation che aveva già destato forte allarme sociale.
A rendere ancora più delicato il contesto è il clima di tensione che si respira in queste ore nel capoluogo pugliese, anche in vista della imminente festa patronale di San Nicola, uno degli appuntamenti più partecipati dell’anno. Proprio per questo, nella giornata di ieri, il prefetto di Bari Francesco Russo ha convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di rafforzare le misure di controllo e prevenzione sul territorio.

L’attenzione delle istituzioni resta alta, mentre le forze dell’ordine continuano a presidiare un contesto segnato da equilibri fragili e da una conflittualità criminale che, negli ultimi tempi, ha mostrato segnali di recrudescenza.
Gli sviluppi delle indagini e le eventuali responsabilità degli indagati saranno chiariti nelle prossime fasi processuali, nel pieno rispetto del contraddittorio tra le parti e della presunzione di innocenza.

