Si è svolto martedì 28 aprile 2026, presso la “Sala delle Terre Parlanti” di Palazzo San Giuseppe a Monopoli, l’incontro dal titolo “Segnali e segnalazioni del disagio minorile nella scuola inclusiva”, promosso dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione e dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune, in collaborazione con il Garante dei diritti del minore della Regione Puglia.
Un momento di confronto che ha visto la partecipazione di istituzioni, esperti e operatori del settore, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di prevenzione e intervento sul disagio giovanile. Tra i relatori intervenuti, la presidente del Tribunale per i Minorenni di Bari Valeria Montaruli, l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Bari Vito Lacoppola, il garante regionale Ludovico Abbaticchio e la referente dell’Ufficio del Garante Maria Rosa Pennetta.

Proprio Pennetta ha illustrato il cuore del progetto: un vademecum operativo e una modulistica unificata pensata per aiutare le scuole a individuare e segnalare in modo corretto i casi di disagio minorile. «L’obiettivo – ha spiegato – è oggettivare l’osservazione e tutelare i docenti, che non agiscono più individualmente ma in forma collegiale». Il percorso prevede il coinvolgimento del dirigente scolastico e, nei casi necessari, dei servizi sociali o della Procura minorile. Un linguaggio condiviso e procedure standardizzate permetteranno inoltre una comunicazione più efficace tra scuola e istituzioni.
Sul tema è intervenuta anche l’assessora ai Servizi Sociali Miriam L’Abbate, che ha sottolineato il valore della prevenzione: «Dare un nome ai segnali di disagio – ha evidenziato – significa attivare un percorso di tutela prima che il problema si trasformi in devianza». Un’attenzione che passa anche dai piccoli segnali quotidiani, come comportamenti, isolamento o difficoltà relazionali.


Dello stesso avviso l’assessora alla Pubblica Istruzione Rosanna Perricci, che ha ribadito il ruolo centrale della scuola: «I docenti non sono più soli, ma supportati da un sistema integrato che coinvolge istituzioni e autorità competenti». Un approccio condiviso che punta a intervenire precocemente per evitare conseguenze più gravi, anche sul piano sociale.
L’iniziativa rientra in un percorso regionale già avviato nei mesi scorsi e che proseguirà fino a fine maggio con incontri nelle scuole. Da settembre è prevista una nuova fase di formazione che coinvolgerà docenti, assistenti sociali e famiglie, con l’obiettivo di costruire una rete sempre più efficace a tutela dei minori.



