Monopoli, riflettori sulle dipendenze giovanili: al Teatro Radar il confronto con Martina Colombari

Una comunità che si interroga e prova a costruire strumenti concreti per affrontare il disagio giovanile. Si è svolto ieri pomeriggio al Teatro Radar di Monopoli l’incontro conclusivo di “InDIPENDENTEmente”, l’iniziativa promossa dal Comune dedicata al tema delle dipendenze.

Protagonista del talk la testimonial Martina Colombari, che ha portato una testimonianza diretta sul ruolo dei genitori e sulle difficoltà educative contemporanee. «Il modello educativo di un tempo non funziona più – ha spiegato – perché i cambiamenti sono troppo veloci. I genitori spesso fanno fatica ad ammettere di avere un problema, anche per vergogna».

Un passaggio importante anche sulla necessità di chiedere aiuto: «Non siamo psicologi o psichiatri – ha sottolineato – dobbiamo avere il coraggio di affidarci ai professionisti per il bene dei nostri figli». Un invito a riconoscere i segnali di disagio e a intervenire in tempo, senza sentirsi soli o inadeguati.

Al centro del confronto anche il tema della comunità educante. «Serve maggiore integrazione tra scuola, famiglia e istituzioni», è emerso nel dibattito, evidenziando la necessità di un sistema più coordinato nel supporto ai giovani.

L’iniziativa, promossa dagli assessorati alla Pubblica Istruzione e ai Servizi Sociali, ha coinvolto studenti, famiglie ed esperti in due giornate di incontri e approfondimenti. «Il disagio giovanile riguarda tutte le famiglie – ha spiegato l’assessore Rosanna Perricci – ed è importante creare occasioni di confronto e consapevolezza».

«Le dipendenze non devono essere più un tabù», ha aggiunto l’assessore Miriam L’Abbate, sottolineando l’importanza di non voltarsi dall’altra parte ma di accompagnare chi vive momenti di fragilità.

A ribadire il valore della prevenzione anche il sindaco Angelo Annese: «Non è solo un problema dei ragazzi, ma riguarda anche noi adulti. Dobbiamo essere un punto di riferimento e dare l’esempio».

Un momento di riflessione che punta a rafforzare il dialogo tra famiglie, istituzioni e territorio, per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide legate al mondo giovanile.

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