Riceviamo e pubblichiamo la lettera del nostro lettore Cosimo Mimmo Panaro, che propone una riflessione sul fenomeno dello spopolamento in Puglia e, in particolare, nella città di Monopoli.
La Puglia sta vivendo una trasformazione profonda, spesso poco visibile ma concreta. Il calo demografico non è più un fenomeno lontano: si coglie nelle scuole con meno bambini, nei quartieri che invecchiano e nei giovani che lasciano il territorio.
Si tratta di una dinamica che si inserisce in un quadro nazionale preoccupante. Secondo i dati ISTAT, nel 2025 in Italia sono nati circa 355.000 bambini a fronte di 652.000 decessi, con un saldo naturale fortemente negativo. Il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna, tra i più bassi in Europa, mentre l’invecchiamento della popolazione continua ad avanzare.
In questo contesto si inserisce anche la realtà di Monopoli. I dati dei Servizi Demografici del Comune indicano, nel 2025, 47.793 residenti, con un calo di 223 unità rispetto all’anno precedente. Ancora più significativo è il saldo naturale: 257 nascite contro 454 decessi, per una perdita di 197 abitanti.
Anche il saldo migratorio risulta leggermente negativo, segnale di una crescente difficoltà nel trattenere la popolazione, soprattutto quella più giovane. Aumentano invece le famiglie, sempre più piccole, e cresce la presenza straniera, che contribuisce solo in parte a contenere il calo.
Un dato rilevante riguarda inoltre le contrade, dove si registra una diminuzione della popolazione, a testimonianza dello svuotamento progressivo delle aree rurali.
Il caso di Monopoli evidenzia una contraddizione: mentre cresce l’attrattività turistica, diventa più difficile vivere stabilmente in città. L’aumento dei costi delle abitazioni e la diffusione delle case vacanza riducono gli spazi per i residenti.
Il rischio è quello di città sempre più piene nei mesi estivi e sempre più vuote nel resto dell’anno, con inevitabili ripercussioni su servizi, economia e coesione sociale.
Il calo demografico non può essere ignorato. Servono politiche capaci di sostenere le famiglie, creare lavoro stabile e offrire ai giovani reali opportunità per restare. Allo stesso tempo, è necessario trovare un equilibrio tra sviluppo turistico e diritto alla residenza.
La Puglia non è destinata inevitabilmente allo spopolamento, ma il tempo per intervenire si sta riducendo. Agire oggi significa costruire un futuro in cui crescita e comunità possano tornare a procedere insieme.

