A nove mesi dall’assenza di un Consiglio di amministrazione, la gestione della Riserva Naturale di Torre Guaceto resta in una fase di stallo. Una situazione che preoccupa Legambiente, storicamente impegnata nella tutela dell’area, che torna a sollecitare scelte fondate su trasparenza e competenza per tutte le nomine, non solo per quella del presidente.
Dal luglio 2025 il Consorzio è privo di governance e, nonostante i tentativi, non è stata ancora raggiunta l’intesa tra gli enti coinvolti per aprire una nuova fase. Un’impasse che, secondo l’associazione, rischia di compromettere la gestione di un patrimonio ambientale di straordinario valore.
Nel suo intervento, Legambiente ha voluto anche ringraziare il presidente uscente Rocky Malatesta, recentemente nominato alla guida dell’Accademia di Belle Arti di Bari, sottolineando però la necessità di un cambio di passo nelle modalità di selezione dei nuovi organi.

Il nodo principale riguarda il criterio delle nomine: troppo spesso, evidenzia l’associazione, le scelte sarebbero state influenzate da logiche politiche piuttosto che da valutazioni tecniche. Anche nei casi in cui vengono richiesti curricula e competenze specifiche, il giudizio finale resta affidato alla discrezionalità dei sindaci, con il rischio che il merito passi in secondo piano.
Criticità vengono segnalate anche nella gestione degli avvisi pubblici e nella mancata valorizzazione del contributo delle associazioni, spesso escluse dai processi decisionali.
Legambiente ribadisce così la necessità di criteri chiari, verificabili e basati su competenze reali per la composizione dell’intero CdA. Torre Guaceto, conclude l’associazione, merita una governance credibile e all’altezza del suo valore naturalistico, dove trasparenza e merito non siano principi da invocare solo in alcune fasi, ma regole da applicare sempre.

