Nel giorno del Venerdì Santo, Mons. Giorgio Ferretti ha rivolto alla città di Foggia un intenso messaggio di riflessione e impegno, centrato sul rifiuto della violenza e sulla necessità di riscoprire la pace come scelta quotidiana.
Partendo dal passo evangelico “Decisero di ucciderlo” (Gv 11,53), il presule ha evidenziato come la condanna di Gesù non sia frutto del caso, ma di una decisione umana, dettata dalla paura e dalla difesa del potere. Un meccanismo che, secondo Ferretti, si ripete ancora oggi: “Quanti calcoli si fanno per uccidere innocenti”, ha affermato, richiamando le guerre, il fanatismo e la ricerca del denaro come cause profonde dei conflitti.
Nel suo intervento, il vescovo ha ribadito con forza che Dio non può essere invocato per giustificare la guerra, citando anche le parole di Papa Leone, che ha definito i conflitti “frutto dell’idolatria del potere e del denaro”. Un richiamo netto a non abituarsi alla violenza e a rifiutare la logica “amico-nemico”.
Forte anche l’appello rivolto alla società, in particolare ai giovani: “Basta ai coltelli, basta alle armi”, ha detto, denunciando sia la violenza diffusa sia quella quotidiana, fatta di parole e gesti.
Il messaggio si chiude con un invito alla responsabilità personale e collettiva: vivere disarmati, scegliere il perdono, accogliere l’altro. Un percorso che, ha concluso Ferretti, passa attraverso la mitezza e conduce alla vera pace.

