Epatite A, in aumento i casi: la ASL Lecce rafforza controlli e prevenzione

Aumenta l’attenzione sul fronte sanitario per la diffusione dell’Epatite A in alcune regioni italiane. Anche nel territorio della provincia di Lecce, pur senza particolari criticità, si registra un dato che invita alla prudenza: dall’inizio dell’anno sono stati segnalati tre casi, a fronte dei quattro complessivi registrati nell’intero 2025.

Per questo motivo i Servizi veterinari del Dipartimento di Prevenzione della ASL Lecce hanno intensificato le attività di controllo e monitoraggio lungo tutta la filiera dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura. Sotto osservazione, in particolare, gli impianti di depurazione, i centri di spedizione dei molluschi bivalvi vivi e le pescherie, con verifiche mirate su tracciabilità e corrette modalità di conservazione.

Parallelamente sono stati incrementati i campionamenti ufficiali, sia sotto il profilo batteriologico che virologico, con particolare attenzione alla ricerca del genoma del virus dell’Epatite A. Un’azione preventiva che punta a garantire la sicurezza alimentare e a ridurre il rischio di contagio.

Il virus si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati oppure per contatto diretto in condizioni igieniche non adeguate. Tra i principali veicoli di infezione figurano i molluschi bivalvi, ma anche frutta, verdura e frutti di bosco.

Da qui l’invito alla cittadinanza ad adottare comportamenti responsabili. «È fondamentale evitare il consumo di molluschi crudi o poco cotti, acquistare solo prodotti confezionati e certificati e prestare attenzione alla corretta conservazione degli alimenti», ha spiegato il dottor Sergio De Pascali, coordinatore dei Servizi Veterinari Area B.

Tra le raccomandazioni, anche quella di lavare accuratamente frutta e verdura, consumare i frutti di bosco surgelati solo dopo bollitura e utilizzare esclusivamente acqua potabile sicura. Centrale, inoltre, evitare contaminazioni tra alimenti crudi e cotti e diffidare della vendita ambulante in condizioni igieniche non idonee.

La prevenzione, sottolineano gli esperti, resta l’arma più efficace per contenere la diffusione del virus e tutelare la salute pubblica.

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