Il verdetto è arrivato netto, senza possibilità di interpretazioni creative: il referendum sulla giustizia lo vince il NO. In Italia il risultato si ferma al 53,7%, ma basta scendere di qualche centinaio di chilometri per capire che al Sud la bocciatura è stata ancora più sonora.
In Puglia il NO supera il 57%, nella provincia di Bari vola oltre il 60%. E Monopoli? Non fa eccezione, anzi si inserisce perfettamente nel solco: 55,03% di NO, con oltre la metà degli aventi diritto che si è recata alle urne. Altro che disaffezione alla politica: quando la questione tocca nervi sensibili, i cittadini rispondono.

A leggere il dato, più che un semplice voto su una riforma, sembra una bocciatura su metodo e contenuto. «Questa riforma non è piaciuta – commenta la consigliera comunale del Partito Democratico Silvia Contento – e non è piaciuto neanche il modo in cui è stata portata avanti, senza condivisione». Tradotto: più che convincere, il progetto ha irritato.
Eppure, a sentire alcuni esponenti del centrodestra nelle settimane precedenti, il Paese avrebbe dovuto correre entusiasta verso il cambiamento. Non è andata così. Anzi, il messaggio che arriva dalle urne è quasi pedagogico: le riforme costituzionali non si improvvisano e, soprattutto, non si impongono.
Altro elemento che smonta qualche luogo comune è l’affluenza: quasi il 59% a livello nazionale, oltre il 52% a Monopoli. Numeri che raccontano una partecipazione viva, tutt’altro che apatica. «È un segnale importante – aggiunge Contento – e dimostra che quando i cittadini vengono coinvolti davvero, rispondono».
Curioso, poi, il dato generazionale: tra i giovani il NO supera il 60%. Non proprio il profilo di un elettorato distratto o inconsapevole.
E mentre il centrodestra prova a ridimensionare il risultato, dall’altra parte si respira aria di rivincita. Forse anche troppa, con già qualcuno che parla di primarie e rilancio politico. «Il referendum è stato politicizzato fin dall’inizio – osserva Contento – soprattutto da chi lo ha proposto, alimentando paure più che confronto».
In sintesi: il NO ha vinto, e ha vinto bene. A Monopoli come in gran parte del Paese. Il resto, tra letture politiche e tentativi di minimizzare, è già cronaca di giornata.
A breve il servizio del tg

