È stata inaugurata sabato 28 febbraio, negli spazi del Castello Angioino-Aragonese di Mola di Bari, la mostra retrospettiva “Bruno Calvani – La luce sull’antico”, dedicata a uno dei protagonisti più significativi della scultura italiana del Novecento. L’esposizione, promossa dal Comune di Mola di Bari e dalla Cooperativa Armida, con il sostegno della Regione Puglia e di Puglia Culture e il patrocinio della Città Metropolitana di Bari e dei Poli Biblio-Museali, resterà aperta fino al 30 settembre 2026.
Il progetto, ideato e curato dalla Cooperativa Armida di Carlo Mansueto e Lella Lestingi, si avvale della curatela scientifica di Massimo Guastella, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università del Salento. Obiettivo della retrospettiva è restituire alla comunità molese e pugliese la complessità della figura di Calvani, indagandone tanto la produzione scultorea quanto quella bidimensionale, con un approccio storico-critico rigoroso.


Alla cerimonia di apertura sono intervenuti il sindaco Giuseppe Colonna, l’assessore alle Politiche Turistiche e Culturali Angelo Rotolo, la consigliera metropolitana delegata alla Pinacoteca Micaela Paparella, il direttore di Puglia Culture Sante Levante, il presidente della Cooperativa Armida Carlo Mansueto e il curatore Guastella.
Alla mostra partecipa anche la Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” di Bari, che ha concesso in prestito tre opere di grande valore: “Ritratto della sorella” (1932), “Maschera” (1933) e “Testa”. Le prime due risalgono al periodo parigino dell’artista, quando frequentava l’École italienne de Paris accanto a figure come Giorgio de Chirico e Filippo de Pisis; la terza è attribuita ai primi anni Quaranta, dopo il rientro a Milano.
Il prestito delle opere rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni culturali, finalizzata alla valorizzazione del patrimonio pubblico. Con questa iniziativa, il Castello di Mola si conferma spazio espositivo dinamico, capace di intrecciare memoria, ricerca e identità territoriale.





