Un passo avanti importante per la sanità pugliese e per i pazienti affetti da gravi patologie corneali. Al Policlinico di Bari sono stati eseguiti i primi trapianti di cornea con utilizzo di endotelio sintetico, una procedura innovativa realizzata per la prima volta in Puglia e attualmente disponibile solo in pochi centri italiani. I primi interventi, quattro in totale, sono stati effettuati dall’Unità Operativa di Oftalmologia diretta dal Gianni Alessio.
La tecnica è indicata per il trattamento di specifiche patologie della cornea caratterizzate da una progressiva perdita di trasparenza, che nei casi più avanzati può compromettere seriamente la capacità visiva. Il trattamento tradizionale prevede la sostituzione dello strato endoteliale con tessuto umano proveniente dalle banche degli occhi, ma la scarsità di donazioni comporta tempi di attesa che possono arrivare fino a sei mesi.
«La disponibilità di tessuto biologico non è sempre sufficiente a rispondere alle esigenze cliniche di tutti i pazienti», spiega il professor Alessio. Da qui la possibilità di ricorrere a un endotelio artificiale in materiale sintetico, soluzione particolarmente indicata nei casi in cui le probabilità di successo del trapianto tradizionale risultano ridotte. Il vantaggio principale è la disponibilità potenzialmente illimitata del materiale, che consente di ampliare l’accesso alle cure e ridurre l’impatto della carenza di donatori.

L’endotelio è lo strato più interno della cornea e svolge un ruolo essenziale nel mantenerla trasparente, regolando i liquidi presenti all’interno dell’occhio. Quando non funziona correttamente, la cornea si opacizza, la vista diminuisce e possono comparire dolore e fotofobia. «I primi quattro pazienti trattati – aggiunge Alessio – hanno mostrato risultati molto incoraggianti, con riduzione dell’edema, miglioramento della trasparenza e un recupero visivo clinicamente soddisfacente».
L’intervento con materiale sintetico, inoltre, non esclude future soluzioni: qualora si renda disponibile un tessuto umano idoneo, l’endotelio artificiale potrà essere sostituito, offrendo ulteriori prospettive terapeutiche.

