Locorotondo si conferma anche quest’anno una delle mete simbolo del Natale in Puglia, capace di coniugare attrattività turistica, identità e qualità dell’offerta. Tra luminarie, presepi e iniziative diffuse sul territorio, il Presepe Vivente della Parrocchia di San Marco, allestito nella suggestiva Masseria Serio, rappresenta uno degli appuntamenti più significativi del cartellone natalizio.


Un evento che ha contribuito in maniera concreta all’aumento delle presenze e alla destagionalizzazione dei flussi turistici. «Dal 2019 il fenomeno del turismo natalizio a Locorotondo è in costante crescita – spiega il vicesindaco Vito Speciale –. Quest’anno abbiamo finalmente raggiunto un equilibrio tra numeri e servizi, grazie a una programmazione attenta e a interventi su parcheggi e accoglienza. Locorotondo non è più solo una meta “mordi e fuggi”, ma un luogo in cui si sceglie di soggiornare».
Il presepe vivente, con due diversi percorsi, ha rafforzato questa tendenza, attirando visitatori anche nei mesi tradizionalmente meno frequentati. «Abbiamo lavorato per diversificare l’offerta e spostare parte dei flussi fuori dal centro storico – aggiunge Speciale – coinvolgendo le contrade e valorizzando eventi come questo di San Marco, organizzato interamente dalla parrocchia».
A raccontare la genesi dell’iniziativa è Girolamo Grassi, proprietario di Masseria Serio: «Grazie a don Sebastiano e alla parrocchia è nata l’idea di trasformare la masseria in una piccola Betlemme rurale. Tutto ciò che si vede è autentico, a chilometro zero: attrezzi, materiali e ambienti appartengono alla nostra storia familiare».

Un presepe che è anche racconto e riflessione, come sottolinea don Sebastiano Pinto, parroco di San Marco: «Abbiamo unito i contenuti biblici, in particolare il tema della pace, alla tradizione contadina. È un presepe da vedere, ascoltare e gustare, un’esperienza che coinvolge il visitatore attraverso narratori e figuranti».
Un progetto che conferma Locorotondo come modello di turismo culturale e identitario, capace di crescere senza perdere la propria anima.

