Putignano ha ufficialmente dato il via alla 632ª edizione del Carnevale con le Propaggini, il più antico e identitario rito popolare della città, celebrato il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, patrono cittadino. Una giornata intensa, capace di intrecciare sacro e profano, tradizione religiosa e satira popolare, richiamando una grande partecipazione di cittadini e visitatori.
Le celebrazioni hanno preso il via nelle prime ore del mattino con le funzioni religiose presso la Rettoria di Santa Maria e il passaggio della banda musicale per le vie del centro. Alle 10 si è svolta la Messa solenne in onore di Santo Stefano, seguita dalla processione con la reliquia e l’immagine del Santo. Momento centrale in piazza Teatro è stato il tradizionale rito del “passaggio del cero”, durante il quale il presidente della Fondazione Carnevale di Putignano, Danilo Daresta, ha simbolicamente chiesto alla Chiesa, rappresentata dal Comitato Festa Patronale, il “perdono preventivo” per la goliardia e la satira del periodo carnascialesco. Un dialogo rituale che sancisce, come da tradizione, il delicato equilibrio tra rispetto e libertà espressiva. A chiudere la mattinata, il lancio del pallone aerostatico.


Nel pomeriggio e in serata, l’attenzione si è spostata in via Roma, dove nove gruppi si sono alternati sul palco con “cipponi” e “scrialate”, componimenti satirici in dialetto che hanno ironizzato su politica locale, fatti di cronaca e temi di attualità nazionale e internazionale. Il filo conduttore dell’edizione 2025, il Paradosso, ha guidato testi e performance capaci di ribaltare contraddizioni e luoghi comuni del presente.
A decretare i vincitori è stata una giuria composta da esperti e cittadini. Sul podio I Cap’turt du Fralliòn, seguiti da I Zannìer e A’ Cumbagneje d’i Uagnòn. Con le Propaggini, Putignano rinnova il suo rito più antico e apre ufficialmente il cammino verso il Carnevale 2026, confermandosi capitale di una tradizione che unisce identità, partecipazione e satira popolare.





