Gentile Redazione di TvPuglia,
vi scrivo per condividere una riflessione che nasce dall’osservazione di questi giorni, così intensi di iniziative solidali. Raccolte fondi, eventi benefici, gesti di aiuto: sono tanti, tantissimi, e questo è senza dubbio un segnale positivo. Aiutare è giusto. Raccontarlo, spesso, è anche utile.
Eppure, accanto a questa generosità diffusa, emerge una domanda che credo valga la pena porsi: quando ogni gesto solidale finisce sotto i riflettori, quando è accompagnato da telecamere, post, video e interviste, qual è il vero obiettivo? Fare del bene o far vedere di farlo?
Non è una critica, né tantomeno un giudizio. È piuttosto un invito a riflettere sul modo in cui la solidarietà viene comunicata. Forse servirebbe uno sguardo più attento e onesto, capace di distinguere tra il racconto necessario e la spettacolarizzazione. Perché l’aiuto autentico non ha bisogno di luci accese: l’anonimato non ne riduce il valore, anzi lo rafforza. Restituisce dignità a chi riceve e misura a chi dona.
Viviamo in un tempo rumoroso, saturo di immagini e parole. Forse dovremmo riscoprire qualcosa di più semplice, più vero. Una solidarietà silenziosa, che non cerca applausi ma lascia tracce profonde.
E allora permettetemi una chiusura simbolica, quasi una lettera dentro la lettera.
Caro Babbo Natale, portaci autenticità. Portaci serenità, quella che non fa notizia ma tiene insieme le persone. Metti nel sacco qualche seme di felicità, così rara da sembrare smarrita. Aggiungi due o tre gocce di gioia, da usare per asciugare qualche lacrima di troppo. E, se resta spazio, regalaci la forza di credere ancora.
Forse è questo il dono più grande che possiamo augurarci: una solidarietà più umana, più discreta, più vera.
Buone feste a tutti.
Cosimo Mimmo Panaro





