Monopoli, pranzo di fine anno dell’Unitalsi tra fede, volontariato e amicizia a Torre Cintola

Ieri a Torre Cintola l’Unitalsi di Monopoli ha celebrato il tradizionale pranzo sociale di fine anno, un momento atteso che unisce volontari, ammalati, disabili e famiglie in un’occasione di festa, condivisione e riflessione sul senso della solidarietà. La giornata è iniziata alle 12:00 con la Santa Messa officiata da don Giuseppe Di Maggio e don Francesco Ramunni, alla quale hanno partecipato circa 300 ospiti, tra soci dell’associazione, famigliari e amici ammalati. Subito dopo si è svolto il pranzo sociale, caratterizzato da un clima di calore umano, convivialità e gioia, chiuso infine da una semplice ma suggestiva torta decorata con foglie di stelle di Natale e panna.

«Il senso di questa giornata è soprattutto nel contatto, nel calore umano, nello stare insieme», spiega Michele Formica, presidente della sottosezione di Monopoli. «Non ci limitiamo a una telefonata: cerchiamo di essere presenti. Più siamo insieme, più il Signore trova accoglienza». L’associazione, presente sul territorio in modo discreto ma costante, gestisce quotidianamente la mensa sociale, offrendo pasti a chi non ha una sistemazione, anche nei giorni festivi. Ma l’attività non si ferma qui: l’Unitalsi organizza pellegrinaggi a Lourdes, Loreto e altri luoghi di fede, esperienze che vanno oltre il semplice viaggio e si trasformano in veri e propri percorsi spirituali.

L’anno appena trascorso ha visto l’associazione protagonista anche del Giubileo, accompagnando il Vescovo e centinaia di pellegrini della diocesi di Conversano-Monopoli, tra ammalati e disabili, in un’esperienza che ha coinvolto oltre 1.600 persone. «Andare a Roma con il Papa non è una gita, è un cammino di fede – racconta Formica – un’esperienza che apre il cuore e rafforza la comunità». Per i partecipanti, i pellegrinaggi rappresentano un momento di incontro con la spiritualità e con gli altri: «Ogni viaggio è diverso – racconta una volontaria – e ognuno lascia un ricordo indelebile».

Numerosi soci hanno condiviso le proprie testimonianze durante il pranzo: molti ricordano decenni di impegno con l’Unitalsi, medaglie ricevute per anni di servizio e la gioia di accompagnare persone fragili nei pellegrinaggi. «L’Unitalsi è famiglia – racconta una volontaria – amore, speranza e unione. I ragazzi speciali ci danno più di quello che noi diamo. Non puoi farne a meno». Altri soci evidenziano come l’associazione offra sostegno concreto e un senso di appartenenza: «Ci si sente accolti, utili, parte di qualcosa di più grande», spiegano.

Il pranzo sociale di ieri ha ribadito l’importanza del volontariato silenzioso e dell’attenzione a chi è più fragile, valorizzando il calore umano e l’incontro reale, che rendono l’Unitalsi Monopoli un punto di riferimento per la comunità locale anche in vista delle festività natalizie.

A breve il servizio del tg

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