Allarme furti nelle contrade di Monopoli: il gruppo di tutela raddoppia gli sforzi e collabora con le forze dell’ordine

Il clima di tensione che si respira nelle contrade di Monopoli ricorda da vicino quello del 2016, quando un’ondata di furti nelle ville costrinse residenti e istituzioni a un fronte comune. A denunciarlo è Mimmo Di Mola, presidente dell’Associazione Tutela Contrade e Monopoli, che conferma il ritorno di un fenomeno preoccupante: “Non possiamo dire che la situazione sia sotto controllo. Siamo quasi ripiombati nell’anno in cui tutto è cominciato. Ma oggi siamo più avvantaggiati: abbiamo una rete vastissima e contatti diretti con le forze dell’ordine, che si sono subito messe a disposizione”.

Il gruppo WhatsApp dell’associazione, nato per segnalazioni rapide e coordinate, è cresciuto fino a quasi 600 membri, affiancato da una pagina Facebook che ha registrato un boom di followers. Il funzionamento è semplice ma rigoroso: “Dobbiamo ricordare di segnalare e commentare il minimo possibile. Il nostro punto di forza è il silenzio assoluto: ogni notifica attiva immediatamente il gruppo e le forze dell’ordine, che sono parte integrante del sistema”, spiega Di Mola.

La prudenza è d’obbligo, anche perché – come riconosce lo stesso presidente – non si può escludere che malviventi possano infiltrarsi nel gruppo. Ma paradossalmente questo potrebbe persino trasformarsi in un vantaggio: “Se ci sono talpe, meglio così. Capiscono che siamo sulle loro tracce e il gruppo diventa un deterrente”.

Gli episodi dell’ultima settimana mostrano quanto il territorio sia sotto pressione. Le telecamere di videosorveglianza di numerose ville hanno ripreso più volte i ladri in azione: in un caso uno di loro è stato immortalato in volto, in un altro un gruppo di quattro individui ha attraversato un piazzale a passo felpato per tentare un’incursione in una villa vicina. I bersagli preferiti restano le abitazioni poco illuminate o prive di allarme collegato con istituti di vigilanza.

A Triggianello una Fiat 500 è stata rubata in via Ponchielli: le immagini mostrano un malvivente riuscire a mettere in moto l’auto mentre un’Alfa Romeo Giulietta scura attendeva a motore acceso, per poi fuggire a grande velocità. In un altro filmato un uomo tenta di scassinare la serranda di un garage, mentre in un’ulteriore ripresa si notano le luci di un appartamento che si accendono e spengono: segno che i ladri si trovavano già all’interno.

Il fatto più grave è avvenuto in contrada Impalata, dove i malviventi sarebbero entrati durante la notte nella parte superiore di un frantoio mentre i proprietari dormivano. Si ipotizza l’uso di gas narcotizzante per stordire gli occupanti prima di ripulire l’abitazione.

Martedì sera, però, è arrivato un primo segnale concreto della reazione coordinata tra cittadini e forze dell’ordine: una delle bande in azione è stata stanata. Quattro giovani di nazionalità tunisina sono stati fermati dai carabinieri nei pressi del Bar Boss, sulla provinciale per Castellana Grotte. L’operazione è riuscita grazie a un astuto artifizio di uno dei membri del gruppo di controllo: i quattro, convinti di dover prendere un autobus, sono stati dirottati verso il bar, dove ad attenderli non c’era alcun mezzo pubblico ma i militari, già allertati.

Le ricerche sono proseguite fino a tarda notte per rintracciare il quinto componente, che si sarebbe rifugiato in un casale abbandonato. La mattina seguente, all’alba, sarebbe stato avvistato a bordo di un autobus scolastico. Nelle stesse ore un’Audi nera è stata vista sfrecciare più volte nella zona: potrebbe trattarsi di un complice tornato per prelevare i quattro, ignaro che fossero già stati condotti in caserma.

Secondo una delle ipotesi investigative, le bande in circolazione potrebbero essere più di una, attive già dal pomeriggio e favorite dal buio precoce: in questo periodo il sole tramonta alle 16:45 e molti filmati mostrano i ladri entrare in azione attorno alle 18:00. Nel mirino dei carabinieri ci sarebbe anche una monovolume rubata nel quartiere San Paolo di Bari, denuncia presentata il 30 novembre: il modello non viene divulgato per permettere agli inquirenti di procedere nel massimo riserbo.

Nonostante la crescente preoccupazione, dal confronto costante con le forze dell’ordine emerge un quadro meno allarmante: si tratterebbe di un fenomeno ciclico, che registra un’impennata nel periodo natalizio per poi rallentare a fine gennaio. Le bande non sembrano avere una zona fissa e si muovono “a macchia di leopardo”, colpendo da Lamalunga a Padre Sergio, fino a Santo Stefano.

Il messaggio finale, ribadito dagli operatori della sicurezza, è un invito alla calma: “Le forze dell’ordine sono già sulle loro tracce e quanto prima saranno assicurati alla giustizia”. In attesa di sviluppi, la collaborazione tra cittadini e istituzioni resta l’arma più efficace per arginare un fenomeno tornato a preoccupare l’intero territorio rurale monopolitano.

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