Monopoli dice “basta” alla violenza: flash mob, arte e comunità unite per una rivoluzione culturale

In piazza Vittorio Emanuele a Monopoli, una coreografia intensa e carica di significato — firmata dall’ASD Aguanueva con il maestro Vito Carbotti — ha dato vita al flash mob organizzato dall’Associazione Progetto Donna, appuntamento che rientra nel percorso di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza su donne e minori. Un momento collettivo, forte e visibile, per ribadire che il contrasto alla violenza non può limitarsi alla ricorrenza del 25 novembre.

«Non esiste solo il 25 novembre» ha dichiarato Rita Sarinelli, sottolineando come la lotta alla violenza passi da un impegno quotidiano fatto di educazione, ascolto e prevenzione. «Metterci la faccia è fondamentale: urlare il nostro “basta” serve anche a dar voce a chi soffre, a chi sta lottando in silenzio». Sarinelli ha evidenziato l’importanza del lavoro di rete tra associazioni, istituzioni, scuole e commercianti, unendo il territorio in un’unica battaglia culturale.

Un esempio concreto è il progetto che ha coinvolto gli studenti del liceo artistico, protagonisti con le loro opere presenti in ben 88 vetrine del centro cittadino. «L’arte, la cultura e la bellezza sono sinonimo di rispetto e non violenza — ha aggiunto Sarinelli — è attraverso questi linguaggi che possiamo costruire una rivoluzione culturale».

Sulla stessa linea l’assessora alle Pari Opportunità Antonella Fiume, che ha espresso grande soddisfazione per la risposta della comunità: «Il flash mob di oggi è un’ulteriore occasione per riflettere sul valore del rispetto. Abbiamo coinvolto adulti, giovani e bambini, perché il cambiamento culturale riguarda tutti». Fiume ha ricordato il successo dell’iniziativa “Riempiamo le vetrine”, giunta alla terza edizione, quest’anno raddoppiata nella partecipazione: «Dare spazio ai ragazzi significa ascoltare il loro pensiero e lavorare sulla loro empatia. È un passo fondamentale».

Una mattinata simbolica, ma concreta, che conferma come la città di Monopoli stia costruendo, giorno dopo giorno, una comunità più consapevole, più unita e soprattutto più determinata a dire, insieme: basta violenza.

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