Un incontro raro, prezioso, capace di illuminare un mondo spesso invisibile agli occhi del grande pubblico: l’arte organaria. Si è svolta lo scorso 12 novembre, nell’Oratorio della Reale Arciconfraternita del Santissimo Sacramento della Basilica Cattedrale di Monopoli, la conferenza dedicata alla tradizione organaria in Terra di Bari, nell’ambito della rassegna “Sit Laus Plena – Monopoli International Organ Festival”, promossa con il patrocinio del Comune di Monopoli – Assessorato alla Cultura, FAI, Diocesi Conversano-Monopoli e della stessa Arciconfraternita.
La serata, introdotta dal direttore artistico M° Pierluigi Mazzone, ha rappresentato un momento “insolito” all’interno del festival: niente musica, nessun organo a riempire la navata, ma una riflessione profonda su ciò che sta dietro allo strumento che anima concerti, liturgie e secoli di storia artistica. Per farlo, Mazzone ha invitato due studiosi di riferimento: la Prof.ssa Isabella Di Liddo, docente di Storia dell’Arte dell’Università di Bari, e il Dott. Claudio Ermogene Del Medico, autore di importanti ricerche sul patrimonio organario della diocesi.


La conferenza ha offerto un viaggio immersivo nel mondo dell’organo, uno strumento che – come ha ricordato la Prof.ssa Di Liddo – “non è un semplice elemento accessorio, ma parte integrante della progettazione barocca, frutto di un lavoro multidisciplinare che coinvolge architetti, organari, intagliatori, doratori e pittori”. Dalle botteghe napoletane del Sei-Settecento, con le loro corporazioni e la celebre “via degli organari”, ai casi pugliesi documentati, la relatrice ha ricostruito un mondo ricco, complesso, spesso dimenticato dagli studi tradizionali sulla storia delle chiese.
Il Dott. Del Medico ha invece approfondito il patrimonio locale, soffermandosi sugli strumenti storici presenti nel territorio e, in particolare, sull’antico organo De Simone custodito dalla Confraternita. Lo strumento, oggi collocato nel Santuario della Madonna della Madia, sarà presto oggetto di un intervento di manutenzione che ne consentirà il ritorno alla piena funzionalità in occasione dei prossimi appuntamenti del festival.


La serata si è così trasformata in un dialogo tra ricerca, tutela e valorizzazione, restituendo dignità a un’arte che ha modellato identità, gusto e devozione delle comunità pugliesi. Un invito, per studiosi e appassionati, a riscoprire il ruolo dell’organo come cuore pulsante dell’architettura sacra e come testimone della nostra memoria culturale.
Prossimo appuntamento con i concerti di Sit Laus Plena, domenica 23 Novembre alle ore 20:00 nella Chiesa di San Francesco d’Assisi con un duo composto da Michele Santi (trombe antiche) e da Enrico Zanovello (organista).
foto di Giovanni Donghia





