Monopoli in lutto per la scomparsa di Piero Longo: l’ultimo saluto al dj che fece ballare una città

Si sono svolti ieri pomeriggio a Monopoli, nella chiesa di Maria SS. del Carmine, i funerali di Piero Longo, 64 anni, noto deejay e animatore, morto tragicamente in un incidente stradale domenica scorsa sulla provinciale Monopoli–Castellana Grotte. L’auto sulla quale viaggiava si è schiantata contro un muro dopo un disperato tentativo di evitare un mezzo agricolo. Un impatto violentissimo che non gli ha lasciato scampo.

La morte di Longo ha avuto eco anche sulle cronache nazionali per via della drammatica storia familiare che lo aveva già segnato nel 2017: la scomparsa del figlio Giovanni, 26 anni, svanito nel nulla. Una vicenda che commosse tutta la comunità monopolitana e che portò Piero e la moglie Maria Antonietta a lanciare appelli anche attraverso la trasmissione “Chi l’ha visto?”.

Proprio dalla redazione del programma di Rai3 e dalla conduttrice Federica Sciarelli sono giunti, nelle ore successive al tragico incidente, messaggi di cordoglio sui canali social ufficiali.

La tragedia ha riacceso i riflettori su quella scomparsa ancora senza risposte. “Dov’è finito Giovanni?” si chiedono in tanti a Monopoli, a otto anni da quel marzo 2017 che spezzò la serenità della famiglia Longo.

Piero era conosciuto in città non solo per quella dolorosa vicenda, ma anche per il suo carisma e la passione per la musica. Negli anni Ottanta e Novanta fu un punto di riferimento per intere generazioni di giovani dj e animatori, legato ai tempi d’oro della sala ricevimenti Gemini 2, in contrada Virbo.

“Organizzava veglioni con oltre mille persone — ricorda Giuseppe Paolangelo — in un clima di festa e rispetto, senza alcol e con tanta voglia di ballare”. Ieri, al suo funerale, c’erano tutti i principali deejay monopolitani. All’uscita del feretro, sulle note di “Diamante” di Zucchero, idolo di Piero, la commozione è diventata unanime. “Volevamo organizzare una rimpatriata tra noi dj — racconta ancora Paolangelo — e, ironia del destino, ci è riuscito, ma senza di lui”.

Un altro ricordo arriva da Osvaldo Lentini, che proprio grazie a Piero iniziò la carriera nei matrimoni che ha portato avanti per trent’anni: “Mi mandò a sostituire un collega rimasto coinvolto in un incidente. Quel giorno guadagnai anche 50 mila lire di mancia. Da lì capii che sarebbe diventato il mio mestiere”.

I deejay di Monopoli amici di Piero Longo

Con Piero Longo se ne va un simbolo della musica e della gioia di Monopoli. Ma resta viva la sua lezione di passione, amicizia e umanità.

Il servizio del tg
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