Arresti a Modugno: candidato e assessore FI nel mirino dell’Antimafia. D’Attis: “Da noi non c’è spazio per chi compra i voti”

A Modugno, alle porte di Bari, scatta un’operazione antimafia che coinvolge la politica locale e la prossima tornata delle elezioni regionali pugliesi. Sei persone sono state arrestate dalla finanza, tra loro l’assessore comunale Antonio Lopez, candidato alle imminenti elezioni regionali con Forza Italia. Le accuse sono pesanti: scambio elettorale politico-mafioso, estorsione e porto illegale di arma comune da sparo.
Secondo l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, Lopez avrebbe siglato un accordo con il clan Parisi, concedendo 25 euro a voto e garantendo un posto di lavoro a un affiliato in cambio di preferenze elettorali.
La notizia ha provocato un immediato richiamo interno al partito.

Il coordinatore regionale di Forza Italia l’On. Mauro D’Attis ha rilasciato una nota nella quale ribadisce il rispetto delle indagini in corso, ma chiarisce: “In Forza Italia non c’è spazio per chi compra i voti o ha anche solo vagamente a che fare con la mafia”.
D’Attis ha spiegato che la segreteria regionale ha effettuato controlli formali nella redazione delle liste e che, al momento della selezione di Lopez, il certificato penale era pulito. Tuttavia, ha aggiunto: “Se le accuse saranno confermate, non c’è altro da fare che prendere nettamente le distanze: sulla lotta alla mafia bisogna essere in prima linea sempre, senza se e senza ma”.
Il caso si inserisce in un contesto politico complesso: a pochi giorni dalla visita a Bari dei leader nazionali del centrodestra, un’intreccio tra presenza criminale e preferenze elettorali può avere ripercussioni sull’intero schieramento. D’Attis, che appartiene anche alla commissione Antimafia, ha interpretato la vicenda come un segnale di allarme: “Bisogna garantire trasparenza e rigore, e consentire che la politica non venga contaminata da rapporti con la criminalità”.
Gli arresti, inoltre, riguarderebbero un filone che avrebbe esteso la logica dello scambio elettorale politico-mafioso alle europee del 2024, in un incontro tra esponenti dei Parisi, Casamonica e candidati locali.
In attesa degli sviluppi giudiziari, Forza Italia si trova dinanzi a una prova di responsabilità: confermare nei fatti la propria linea anti-corruzione e riaffermare che la competizione politica si fonda su lealtà, legalità e rispetto delle regole democratiche.

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