La Junior Fasano rialza la testa e ritrova la vittoria dopo la sconfitta di Bolzano, superando al Palazzetto di casa il Metelli Cologne per 32-27 nella settima giornata della Serie A Gold. Un successo importante, arrivato al termine di un match combattuto, che consente ai biancazzurri di agganciare il secondo posto in classifica a quota 10 punti.
La gara si è aperta con un primo tempo equilibrato, in cui i lombardi hanno mostrato grande intensità difensiva, riuscendo a imbrigliare a lungo l’attacco pugliese. Dopo un avvio favorevole ai padroni di casa (6-4 al 13’), gli ospiti hanno trovato il sorpasso al 19’ (7-8), chiudendo il parziale in vantaggio 13-12 grazie anche alle reti di Knezevic, miglior marcatore del match con 11 gol.

Nella ripresa, la squadra allenata da coach Domenico Iaia ha cambiato passo, schierando l’extra player in fase offensiva e riuscendo così a scardinare la difesa avversaria. Il parziale di 3-0 ha ribaltato l’inerzia del match (15-13 al 34’), con i fasanesi che hanno poi allungato fino al +6 (25-19 al 50’), grazie alle parate di Alessandro Leban e ai gol di Codina Vivanco (9 reti) e Marrochi (5).
Negli ultimi minuti il Cologne ha provato a rientrare (28-26 al 57’), ma la Junior ha controllato con lucidità, chiudendo sul definitivo 32-27 tra gli applausi del pubblico di casa.
A fine gara, coach Iaia ha espresso soddisfazione per la reazione della squadra:
«Sapevamo che sarebbe stata una partita fisica e complicata, ma abbiamo avuto il merito di cambiare strategia e di crederci fino in fondo. Meritavamo questa vittoria, ora la sosta ci aiuterà a ricaricare le energie e a lavorare su nuove soluzioni».
Dopo la pausa per gli impegni delle Nazionali – con Codina Vivanco e Blida convocati rispettivamente da Cile e Algeria – la Junior tornerà in campo domenica 9 novembre per il posticipo in trasferta a Sassari contro la Raimond.
Con questa vittoria, i biancazzurri confermano la solidità del proprio gruppo e la voglia di restare protagonisti nella corsa al vertice della Serie A Gold.
Foto in cover di Riccardo Dibiase





