BARI – Un pomeriggio dal profumo di mare e di delusione. In una caffetteria del lungomare, Stefano Lacatena ha incontrato giornalisti e amici per quella che, più che una conferenza stampa, è sembrata una resa dei conti con la politica e con sé stesso. Al suo arrivo, ad accoglierlo, tanti imprenditori di Monopoli e gran parte della Giunta comunale, in particolare quelli del suo gruppo politico che ha coordinato nelle amministrative del 2023: gli assessori Vincenzo Laneve, Rosanna Perricci, Miriam L’Abbate e Gianni Palmisano. E poi i consiglieri Cristian Campanelli (Monopoli Presente) e Alessandro Scisci (Monopoli al Centro), il presidente della Proloco di Monopoli, Francesco Barnabò insieme all’amico imprenditore Lino Lapietra.



Carezze, abbracci stretti, sorrisi amari e qualche lacrima trattenuta. Lacatena ha “vuotato il sacco” rompendo il silenzio stampa e si è più volte interrotto nella lettura del testo scritto dal suo addetto stampa, soffocando l’emozione e prendendo pause per ricomporsi. Gli applausi del pubblico hanno coperto i silenzi più difficili.

Nel suo lungo sfogo, l’ex consigliere regionale ha puntato il dito contro una sinistra che – a suo dire – “ha perso la capacità di stringere rapporti veri con le persone”. Una sinistra radicale e distante, ha ribadito, incapace di riconoscere il merito e pronta a “tagliare fuori chi pensa con la propria testa”.
Lacatena ha parlato con voce rotta ma con la dignità di chi sa di aver dato tanto. E attorno a lui, in quella caffetteria affacciata sull’Adriatico, l’affetto di una città intera sembrava dire: “Stefano, noi siamo con te.”



