Favorire momenti di aggregazione e condivisione, promuovere iniziative culturali e rappresentazioni religiose, teatrali e musicali di spessore artistico che favoriscano la partecipazione di tutta la comunità. È l’obiettivo del programma di eventi promosso dall’amministrazione comunale di Lecce in occasione delle festività pasquali, e nell’ambito dei riti della Settimana Santa. Per celebrare la sacralità e la solennità della ricorrenza cristiana quindi una serie di iniziative, presentate lunedì 7 aprile in municipio dal sindaco Adriana Poli Bortone, dall’assessore alle Politiche Giovanili, Maria Gabriella Margiotta, dall’assessore a Welfare, Politiche della famiglia, Integrazione, Andrea Guido.
La rassegna pasquale si propone di realizzare, con il concorso di associazioni del territorio, una manifestazione culturale tra arte, fede e tradizione che valorizzi il prestigio e la bellezza artistico-architettonica della città, grazie all’uso di palcoscenici di eccezione quali chiese e immobili di pregio, offrendo a cittadini e visitatori un’esperienza sia di intrattenimento artistico sia di fruizione turistica dei luoghi. L’amministrazione comunale parteciperà altresì alla celebrazione del precetto pasquale insieme con l’amministrazione provinciale e con la Prefettura domani giovedì 10 aprile, nella basilica di Santa Croce.
Il calendario completo delle attività pasquali a Lecce
Il programma delle attività pasquali prevede un fitto calendario.
Il 13 aprile, basilica di Santa Croce: concerto per organo e ensemble del conservatorio “Tito Schipa” a cura dell’Istituto di cultura musicale J. S. Bach, primo appuntamento del Festival organistico del Salento 2025 dedicato ai compositori antichi e contemporanei, con il contributo dell’Amministrazione per tutte le tappe che nel corso dell’anno vedranno come protagoniste le chiese della città;
Il 14 aprile, chiesa di Sant’Irene: evento musicale “Sacre Armonie” a cura dell’Orchestra da Camera di Lecce e del Salento; un concerto di musica sacra per organo e orchestra con brani strumentali e vocali di celeberrimi compositori ma anche di compositori pugliesi e salentini;
Il 15 aprile, basilica di Santa Croce: concerto di Pasqua dell’Orchestra sinfonica di Lecce e del Salento Oles con il coro del liceo musicale “G. Palmieri” di Lecce, un programma musicale di pezzi sinfonici e corali con focus sia sulla musica sacra sia su composizioni italiane e salentine contemporanee che hanno un legame con il tema della Resurrezione;
Il 16 aprile, chiesa degli Agostiniani: “Mater dolorosa” di Tonino Papadia (Pietrevive del Salento), rappresentazione musicale e teatrale sulla figura di Maria con canti, musiche e antiche laudi;
Dal 16 al 20 aprile, chiesa della Nova: “Pasqua alla chiesa della Nova” a cura dell’associazione Italia Nostra, un programma culturale che prevede una mostra fotografica, un evento musicale dell’Istituto “A. Olivetti” e un laboratorio di antiche arti salentine;
Dal 17 al 27 aprile, basilica di San Giovanni Battista al Rosario: prima edizione della mostra del Presepio pasquale a cura dell’associazione italiana Amici del presepio (sede di Lecce). Il presidente ha portato in conferenza un suggestivo diorama.
Lunedì 21 aprile, giorno di Pasquetta, “B in the park” al Parco Galateo, dalle 13 alle 24. La parte daytime rientra nel progetto “Leccègiovani”, pensato anche per offrire ai ragazzi leccesi un’altra importante opportunità di esibirsi dinanzi a un vasto pubblico e di condividere il palco con ospiti speciali, in un clima di creatività e condivisione. La parte nightime sarà il cuore pulsante di “B in the park“, con uno showcase unico che vedrà sfidarsi i ritmi travolgenti di Nikol Caloro, Raffy Dj, Luciano Licchetta e Albert Striani, con scenografie spettacolari. Nel corso della giornata saranno organizzate anche attività ricreative e sportive.
Martedì 22 aprile, “Lu Riu”, la tradizione della Pasquetta dei leccesi. Il nome ha origini antichissime e la tradizione della scampagnata del martedì dopo Pasqua è consolidata da secoli. I leccesi, in passato, il martedì dopo Pasqua, si recavano in pellegrinaggio alla chiesa dedicata alla Madonna di Loreto il cui nome in dialetto diventò “d’Aurio” e i fedeli, dopo le preghiere, consumavano nelle campagne circostanti un pasto preparato da casa. La forma dialettale “d’Aurio e d’Auriu” subì diverse variazioni fino a diventare “Lu Riu”.





