Una manifestazione per riflettere sull’uccisione di Aleksej Naval’nyj, l’attivista russo morto in circostanze ancora da chiarire e fra i più noti oppositori del presidente della Russia, Vladimir Putin, si è svolta martedì pomeriggio in piazza XX Settembre a Monopoli. L’incontro è stato organizzato da Marilù Barnaba in collaborazione con alcune associazioni e movimenti politici cittadini ed ha visto la partecipazione di un discreto numero di cittadini dimostrando la propria solidarietà per una figura politica che ha perso la propria vita per lottare nel nome della libertà e democrazia del proprio Paese. Sono ampiamente note le politiche dittatoriali e restrittive putiniane ma per toccare con mano, mediante una testimonianza dal vivo, il clima di tensione che si respira a causa del regime sovietico sono stati invitati una donna, nata in ucraina ma cresciuta in Russia, e suo figlio che vivono da diversi anni a Monopoli.

L’incontro si è aperto con la lettura della lettera, apparsa anche sui giornali, scritta dalla moglie di Naval’nyj, Yulia Navalnaya, dopo esser stata informata della morte di suo marito. È stata l’occasione anche per invocare il “cessate il fuoco” nei due conflitti bellici attualmente in corso: tra Ucraina e Russia e quello in Medio Oriente tra le forze di Hamas e Israele.





