Il caldo anomalo iniziale dell’inverno sta creando scompiglio nella natura, dando luogo a una fioritura anticipata e mettendo in pericolo le coltivazioni, poiché si paventa un successivo e marcato calo delle temperature. La Coldiretti Puglia sottolinea inoltre una riduzione delle riserve d’acqua negli invasi, complicando ulteriormente la situazione agricola. In un contesto di inverno mite, con temperature superiori alla media storica di quasi due gradi, sorge la preoccupazione che l’assenza di freddo favorisca la sopravvivenza e la proliferazione di insetti dannosi per le coltivazioni. Il 2024 sembra consolidare la tendenza al surriscaldamento in Italia, confermando il 2023 come l’anno più caldo mai registrato.

La classifica degli anni più roventi, secondo le elaborazioni Coldiretti, da oltre due secoli si concentra infatti nell’ultimo decennio e comprende nell’ordine dopo il 2023, il 2022 il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020. Questo cambiamento climatico ha generato una serie di eventi violenti, sfasamenti stagionali e danni significativi all’agricoltura. La Puglia, ad esempio, ha affrontato quasi 100 eventi estremi nel 2023, determinando una perdita del 34% nella produzione agricola e evidenziando la fragilità del settore di fronte agli impatti climatici sempre più frequenti.





