Sammichele di Bari protesta per la costruzione di un impianto di bitume alle porte del paese

Un’azienda che produrrà conglomerato bituminoso (asfalto per intenderci) sta sorgendo in territorio di Turi ma è praticamente collocata in una cava che confina con il Comune di Sammichele di Bari, alle porte del centro abitato. In zona, peraltro, vi sono anche delle villette acquistate di recente da persone che hanno scelto di soggiornare per le proprie ferie nel territorio di Sammichele, sottoposto a regole ben precise sulla convivenza con le attività industriali. Infatti, esse, secondo le norme approvate dall’Amministrazione comunale già dagli anni ’80, possono sorgere da queste parti ma la località assegnatagli è quella della zona artigianale-industriale collocata in un’area ben distante dal centro cittadino.

Invece, l’impresa di bitume di un industriale castellanese, che è in fase di costruzione, ha ottenuto facilità in territorio turese ma a pochi passi dal centro città di Sammichele. La sindaca della “città della pace”, Tina Resta, con un video postato durante le festività natalizie, per rimbalzare le accuse mosse dalla cittadina confinante, Sammichele di Bari, la quale è in stato di agitazione, ha scaricato le responsabilità alla Città Metropolitana di Bari “colpevole”, ha detto, di aver concesso le autorizzazioni necessarie alla nascita dell’industria definita dal primo cittadino sammichelino, Lorenzo Netti, “insalubre”.

La città di Sammichele è insorta dando vita al movimento “no al bitume!” ed ha convocato un Consiglio Comunale monotematico nei giorni scorsi, nonché ha organizzato una serie di incontri fino ad indire una petizione che in questi giorni è in corso nella piazza centrale del paese. In soccorso alla protesta si sono aggiunti la Confesercenti di Bari e alcuni senatori e deputati che hanno presentato delle interpellanze parlamentari al Ministero della Salute.

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